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Donnalucata

Donnalucata, 3235 abitanti, è una frazione marinara del comune di Scicli da cui dista circa 8 km, in provincia di Ragusa. Il suo nome deriva dall’ arabo ‘Any-Al-Awaqat’, che significa fonte delle ore in quanto una sorgente di acqua dolce sgorgava sulla spiaggia, grazie alle maree, cinque, proprio come le preghiere musulmane.

Nel 1091, il conte Ruggero d’Altavilla sconfisse i saraceni, secondo una leggenda religiosa, grazie all’intervento della Madonna detta poi delle Milizie, e in tale luogo fu costruito un santuario.
Attorno al santuario e ad una torre costiera si sviluppa nei secoli il borgo.
La costa è caratterizzata da ampie spiagge di fine sabbia dorata, che in estate diventano meta di folle di vacanzieri.
Le attività principali sono la pesca ed il turismo, oltre all’agricoltura in serra con la produzione di primizie orticole e fiori.

Il territorio dove oggi sorge Donnalucata ha visto la presenza umana, fin da tempi antichissimi.
Verso la fine dell’undicesimo secolo, Donnalucata, così come tutto il resto del territorio sciclilitano, era contesa tra Normanni e Saraceni.
Nel 1091 ci fu, secondo la tradizione, parzialmente confermata dai Codici Sciclitani, un epico scontro in cui i Normanni (cristiani), sebbene di molto inferiori nel numero, guidati dal conte Ruggero d’Altavilla, ebbero la meglio sulle truppe dell’Emiro Bell Khan. A questo proposito la tradizione sacra tramanda la vicenda di un intervento della Madonna su un cavallo bianco (Madonna dei Milici o delle Milizie).
Il nome «Milici», è tuttavia opportuno precisare, va messo in relazione non al termine «Milizie», ma ad un tempio dedicato a Dioniso Bacco «Milicio» presente in epoca greca in loco. Nel luogo della battaglia fu costruito un santuario, dedicato alla Vergine Guerriera, e contenente tra l’altro l’impronta impressa sulla pietra del suo stesso piede. Il Santuario, distrutto da un terremoto nel 1693, fu ricostruito nel 1721. Il terremoto del 1693 fu disastroso per tutti gli iblei; durante tale periodo la zona era stata ceduta dal nobile Fabiano Arizzi a Giuseppe Miccichè che a sua volta l’aveva ceduta alla famiglia Mirabella; quest’ultima aveva venduto la zona ai gesuiti.
In tale periodo, il nome di Donnalucata, derivato dalla fonte, era stato assunto non solo dalla zona, ma anche da una torre (probabile riferimento alla “torre saracena”), di proprietà del barone Miccichè, che aveva funzione di protezione della borgata. La stessa sorgeva su una torre precedente che risaliva al XIV secolo ed era stata costruita, assieme a molte altre nella zona, su disposizione del Viceré Di Federico De roberto.
Il ‘600 fu anche il secolo che vide la presenza a Donnalucata del grande pensatore e scrittore frà Mariano Perello.
In seguito alla cacciata dei gesuiti, il borgo passò ai Penna, che vi avviarono la costruzione della villa a monte della città e dell’attuale palazzo Mormino Penna.