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 Riserva naturale Macchia Foresta del Fiume Irminio

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Lungo il litorale dunoso compreso tra Marina di Ragusa e Donnalucata un meraviglioso esempio di vegetazione naturale costituisce l’ultima testimonianza di come le coste siciliane si presentavano storicamente.
Il fiume Irminio non manca di mitiche tradizioni, fra le quali quelle di essere stato abitato dal dio Mercurio. Tale tradizione ha origine da Plinio il Vecchio che nel III libro “Naturalis Historia” fa derivare il nome di Irminio da Ermete che in latino dicesi hermes, che significa Mercurio.
Numerosi sono i riferimenti storici che citano l’area della foce come scalo, rifugio o addirittura porto canale, già attivo in epoca greca e romana.
Le alterne vicende geomorfologiche e climatiche avvenute intorno all’anno mille hanno determinato l’attuale fisionomia della costa e della foce. Infatti, in tale periodo, una successione di fatti, legati principalmente all’intenso disboscamento delle aree interne, ha determinato l’insabbiamento con la conseguente scomparsa del porto, la formazione di dune litoranee con una ricca vegetazione ed aree acquitrinose nelle zone adiacenti.

Il fiume Irminio è il fiume più lungo della provincia i Ragusa, nasce dalle falde del Monte Lauro, antico vulcano oramai inattivo dell’altopiano ibleo, e sfocia dopo un lungo percorso nel Mar Mediterraneo.

Con D.A. del 1985 dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana è stata istituita la Riserva Naturale Speciale Biologica Macchia Foresta del Fiume Irminio che include l’area intorno alla foce del fiume, caratterizzata da flora e fauna peculiare che la collettività ha l’obbligo di salvaguardare e conservare. La riserva ricade nei territori comunali di Ragusa e Scicli ed ha un’estensione di circa 134 ettari.

La vegetazione di quest’area è rappresentata da associazioni vegetazionali tipiche, quali Salsolo-Euphorbietum, Agropyretum mediterranei, Centaureo-Ononidetum ramosissimae, Efedro-Juniperetum macrocarpae, Calicotomo-Rhoetum tripartite, con vegetazione infestante nitrofila e ruderale. Sulle dune alte è possibile trovare il Ravastrello comune e il giglio di mare. Lungo il fiume è presente la vegetazione riparia con alberi di Salice e Pioppo.

Per quanto riguarda la fauna, sono gli uccelli ad attirare maggiormente l’attenzione dei visitatori della riserva, in particolare quelle specie migratorie provenienti dalla vicina Africa, che usano quest’area per riposarsi e rifocillarsi dopo aver attraversato il mar Mediterraneo. Tra le specie troviamo: Martin pescatore, Airone cinerino, Cormorano, Garzetta, Nitticora, Marzaiola, Pendolino, Gallinella d’acqua, Folaga, Tarabusino, Cavaliere d’Italia, Occhiocotto, Upapa, Ghiandaia, Gruccione, Falco palude..

 

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